Marisella Preda, una vita spesa nell’associazione il Samaritano nell’assistenza ai sofferenti.

da | Nov 10, 2025 | Interviste

Intervista al dott. Roberto Franchi, Presidente dell’Associazione Il Samaritano OdV,
a cura di Simone Majocchi

Dott. Franchi, la storia dell’Associazione Il Samaritano è legata, fin nelle sue prime fasi, all’insostituibile contributo di Marisella Preda. Quando vi siete incontrati, e in che modo Marisella ha iniziato a collaborare nella realizzazione di questo sogno che avevate in animo di concretizzare?

L’incontro con Marisella risale a quando, nella seconda metà degli anni ’70, ero un giovane medico presso il Civico Ospedale Codogno, dove lei da diversi anni era tecnica di laboratorio in anatomia patologica. Oltre alla sua attività professionale, Marisella era già impegnata nell’ACOS (Associazione Cattolica Operatori Sanitari); insieme al dott. Lodovico Schiavi, cha fu poi il primo presidente del Samaritano, lei era una colonna portante degli operatori sanitari cattolici nel territorio. Il momento cruciale nel quale abbiamo approfondito la nostra amicizia è stato in seguito al terremoto dell’Irpinia, nel 1980. Marisella era attiva anche con i Lavoratori Credenti di don Peppino Barbesta, e in quell’occasione organizzò un camion carico di beni di prima necessità per i sopravvissuti e gli sfollati. Conservo un carissimo ricordo del nostro lungo viaggio in macchina
attraverso l’Italia, pur nella drammaticità della situazione. Marisella, che era una donna molto libera ed emancipata, all’epoca amava fumare; l’abitacolo era una nuvola di fumo, ma soprattutto era ricolmo della sua brillantezza e del suo entusiasmo.
Quando poi, poco tempo dopo, anche io mi sono sempre più coinvolto nelle dinamiche dell’Ospedale di Codogno – anche al di là dei soli aspetti professionali – tutti i lunedì abbiamo iniziato a ritrovarci con alcuni colleghi e operatori per approfondire il Vangelo della domenica. Marisella allora è diventata un punto di riferimento per il gruppo che poi, ingrandendosi, nel 1988 avrebbe dato vita all’Associazione il Samaritano.

Marisella Preda
Marisella Preda

Nel corso degli anni l’Associazione si è molto trasformata, sempre rimanendo fedele ai valori che ne hanno ispirata la nascita. Marisella è stata in maniera costante un punto di riferimento per tutti, all’interno del Samaritano. Di cosa si è occupata in questi quasi quarant’anni di servizio?

Marisella, non essendo un medico o un infermiere, inizialmente si occupò del supporto amministrativo, un lavoro un po’ nascosto ma molto prezioso, soprattutto quando un’associazione inizia a muovere i primi passi. Poi gradualmente Marisella si impegnò sempre più anche come volontaria al servizio dei sofferenti: dapprima al domicilio, per i prelievi ematici, e poi presso l’Ospedale di Casalpusterlengo (al Day Hospital oncologico e, dal 2009, in Hospice).

Marisella Preda (la seconda da sinistra) insieme ad altre volontarie dell’Associazione Il Samaritano (Anna
Bazzarin, Franca Serboli e Ave Reverberi) presso il Day Hospital oncologico dell’Ospedale di Casalpusterlengo
Marisella Preda (la seconda da sinistra) insieme ad altre volontarie dell’Associazione Il Samaritano (Anna Bazzarin, Franca Serboli e Ave Reverberi) presso il Day Hospital oncologico dell’Ospedale di Casalpusterlengo

Marisella fu molto attiva anche come autista. La sua fu addirittura la prima automobile che l’Associazione Il Samaritano, allora priva di veicoli per il trasposto dei pazienti, ebbe disposizione per i propri servizi. Quando poi non poté più guidare, non abbandonò i “suoi” volontari autisti, continuando a coordinare le attività con grande attenzione disponibilità. Una parola, doverosa, va spesa per il suo impegno anche al di fuori del Samaritano; Marisella mise gratuitamente a frutto la sua sensibilità e competenza (quando ancora non esistevano servizi di cure domiciliari) per le attività dei prelievi ematici nel suo paese, San Rocco al Porto. Un impegno per cui il suo Comune, alcuni anni fa, le aveva conferito una benemerenza civica (il Navarolo d’oro) proprio per queste sue molteplici attenzioni e iniziative.

Marisella Preda riceve il Navarolo d’oro dal sindaco di San Rocco al Porto, nel 2015
Marisella Preda riceve il Navarolo d’oro dal sindaco di San Rocco al Porto, nel 2015

Possiamo ricordare qualche episodio significativo, per raccontare chi era Marisella? Un incontro, un aneddoto, una riflessione che aiuti a comprendere il modo in cui intendeva il servizio, il volontariato e la cura del prossimo…

Marisella era una persona non solo molto generosa, ma soprattutto molto pragmatica e concreta. Si occupava sempre, a fronte di un bisogno emergente o di un’idea nuova, di come occuparsene, non in teoria, ma in pratica. Inizialmente il Samaritano aveva attivato solo i servizi domiciliari; fu proprio Marisella a identificare poi la necessità di attivare anche i trasporti dei pazienti ai centri di cura per implementare il servizio. Mise a disposizione la sua automobile, guidando lei stessa. Ma questa sua intraprendenza non era solo un tesoro che teneva per sé; era capace di coinvolgere attivamente gli altri nel cooperare insieme, e questa è sicuramente una delle eredità più preziose che ci ha lasciato, oltre al coraggio di essere lungimiranti nel leggere le necessità e i bisogni sul territorio.

La fede ha sempre orientato l’impegno di Marisella. Cosa si può dire su questo particolare aspetto, così importante per lei?

Ripensando all’itinerario di Marisella, mi ha sempre colpito come pian piano le esperienze della vita sembrassero averla gradualmente ‘spogliata’ di tutto ciò che era caratterizzante il suo stile e la sua persona. Dapprima un’emorragia cerebrale le impedì di guidare, proprio lei che lo faceva con piacere e intraprendenza. Molto bella e sempre attenta a curare il proprio aspetto (non per vanità, ma perché era un tratto del suo carattere che diceva la sua brillantezza, senza bisogno di parole) fu poi gradualmente indebolita nel fisico, lungamente e lentamente, fino a perdere la propria autonomia e a non poter più restare nella propria adorata casa, dove ci aveva accolti tante volte anche per le riunioni del nostro consiglio direttivo. Rileggendo questo percorso, anche alla luce del suo profondo cammino di fede, colpiva come questa ‘spogliazione’ e questo ‘rimpicciolimento’ non abbiano mai fatto crollare la sua speranza e fiducia in Dio, verso cui non ha mai avuto una parola di rabbia o di lamento. Il suo cammino di fede era connotato da una forte spiritualità; Marisella in questo ambito si era messa attivamente in gioco, amava interrogarsi e capire. Quando seppe che stavo frequantando il cammino neocatecumenale presso la Parrocchia della Santissima Trinità di Piacenza si avvicinò gradualmente, fino a diventare parte di una comunità, per più di vent’anni.

Da sinistra, Marisella Preda, mons. Franco Anelli (allora parroco di Casalpusterlengo) e Ave Reverberi, presso l’Hospice dell’Ospedale cittadino
Da sinistra, Marisella Preda, mons. Franco Anelli (allora parroco di Casalpusterlengo) e Ave Reverberi, presso l’Hospice dell’Ospedale cittadino

Da diverso tempo Marisella aveva infatti incontrato l’altro versante, quello della fragilità e della necessità della cura e dell’assistenza, continuando a essere sempre un punto di riferimento per gli altri volontari e la vita dell’Associazione. Quale eredità consegna a chi ha il compito di proseguire nei progetti e nei servizi che il Samaritano intende portare avanti?

L’eredità che ci lascia come impegno da coltivare e rilanciare per il futuro è incarnato nella sua stessa testimonianza e nel suo esempio; Marisella fu testimone credibile di quanto il bene possa moltiplicarsi sia nelle attività di servizio al prossimo sia nell’avere il coraggio di chiedere aiuto con dignità e fiducia. Inoltre, in tutti questi ultimi anni in cui ha dovuto restare più lontana da un coinvolgimento attivo nel Samaritano, Marisella ci è in realtà sempre stata vicino, con la preghiera e con gli scritti. Ha sempre scritto moltissimo, e d’accordo con i famigliari desidereremmo poter riscoprire i suoi diari, proprio per continuare a coltivare un dialogo ideale con lei e con la sua storia, di fatto indissolubile dalla nostra.

I fondatori dell’Associazione Il samaritano, nel 1988. Da sinistra: Giorgio Losi, Giuditta Boffelli, Roberto Franchi, Enzo Fiorentini, Lodovico Schiavi, Gabriella Bersani, Luisa Sesini, don Ferdinando Sudati, Marisella Preda, Albina Braghieri.
I fondatori dell’Associazione Il samaritano, nel 1988. Da sinistra: Giorgio Losi, Giuditta Boffelli, Roberto Franchi, Enzo Fiorentini, Lodovico Schiavi, Gabriella Bersani, Luisa Sesini, don Ferdinando Sudati, Marisella Preda, Albina Braghieri.

Ci sarà sicuramente un modo in cui l’Associazione porterà avanti il ricordo di Marisella. C’è già qualche idea o proposta in tal senso?

Marisella è morta il giorno prima dell’11 novembre, ricorrenza di San Martino, patrono delle cure palliative. Non penso sia una coincidenza questa vicinanza di data con un tema che, nel corso degli anni, è diventato caratterizzante di molte attività e progetti della nostra Associazione. Sicuramente dal prossimo anno come Samaritano ci impegneremo per ricordare la nostra cara Marisella in occasione della Giornata delle Cure Palliative. Sarà un momento per coltivare una memoria grata e riconoscente e per rilanciare nel domani l’energia di Marisella attraverso la nostra Associazione.