All’inizio del mese si settembre, più precisamente nei giorni dal 4 al 7, il bialbero “Lady Lauren” condotto dal Comandante Gabriele Gaudenzi dell’Associazione I tetragonauti APS ha solcato i mari del Santuario dei Cetacei del Mar Ligure; a bordo, oltre all’equipaggio, 9 persone accomunate dal desiderio di condividere giornate piene di vita all’insegna del contatto con il mare, la brezza, la natura; il tutto amplificato dal sentirsi parte di un gruppo che rafforza il legame di amicizia e simpatia reciproca nel corso di un’esperienza così intensa come quella della navigazione: quattro persone che provengono da una storia di malattia oncologica, ciascuna accompagnata da un caregiver, e una volontaria dell’Associazione Il Samaritano. Tutti hanno desiderato partire accomunati dalla consapevolezza che ogni momento di bellezza nella vita è un dono capace di attivare le proprie risorse interiori, per ritrovare gioia e motivazione, sia per se stessi che per gli altri.
È infatti questo uno degli obiettivi del progetto “La vela del Samaritano”, giunto alla sua seconda edizione e realizzato proprio dall’Associazione Il Samaritano OdV in collaborazione con l’Associazione I Tetragonauti APS, specializzata nell’accompagnamento in mare di persone fragili; quest’anno l’iniziativa è stata possibile grazia al contributo dei Club di Codogno dell’Inner Wheel e del Rotaract. Per poter coinvolgere le persone in questa esperienza, inoltre, si è naturalmente reso necessario un lavoro in collaborazione con i curanti dell’ASST di Lodi, al fine di rendere la navigazione non solo confortevole ma prima di tutto sicura.
I promotori del progetto credono molto nella possibilità di migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici e dei loro caregiver, per riattivare le risorse personali dopo la malattia, vivendo un tempo a contatto con il mare e i suoi abitanti; un’esperienza tonificante anche per il fisico che può far sperimentare un un’opportunità utile ad aiutare la ripresa psicologica dopo un lungo percorso di cure.

Lo confermano anche le parole di alcuni dei partecipanti, come la volontaria Ornella Gobbi: “Nella mia scatola dei ricordi ho riposto le immagini più belle di questa avventura. La condivisione, la gioia, le confidenze e le risate dei miei compagni e compagne di navigazione, ma soprattutto la loro gioia di vivere. Non dimenticherò mai il sole che illuminava i loro volti e il vento che scompigliava i capelli”. Emozioni che ritornano anche nel diario di bordo che i naviganti hanno tenuto nel corso
dell’esperienza: “Che dire? Giorni assolutamente completi, di serenità, gioiosità, empatia, giocosità, il tutto fra persone meravigliose, equipaggio e partecipanti. Soprattutto, un’esperienza di massima libertà che resterà per sempre nel mio cuore”.
Sono tanti i pensieri e le riflessioni che emergono dalla voce di chi ha vissuto questi giorni di navigazione e compagnia, il cui racconto proseguirà nel corso del tempo anche attraverso i social dell’Associazione per tenere viva la progettualità de “La vela del Samaritano”. Si guarda infatti già alla possibilità di realizzare una terza edizione il prossimo anno, alla luce della buona riuscita delle prime esperienze. Perché merita continuità una navigazione che riconduce in porto e fa esclamare chi via ha preso parte, dopo un momento difficile, “mi sono rinnamorata della vita!”.